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"...Nulla è definitivamente concluso, ogni idea è in progressione, lo spazio gioca intorno ai propri elementi come se li sorreggesse l'aria e le musiche li circondassero con la grazia delle proprie melodie: sono fiori o verande o baracche o nature morte, ogni cosa vibra del proprio moto interno, della propria dinamica spaziale e lirica... ("Le Apuane", 1997) ci porta alla mente anche Lorenzo Viani e il fenomeno si ripete quando le superfici si dilatano in azzurri marini affiancati alle ultime rocce che uniscono oceani a fossi dietro casa con l'intensità affettuosa che suggeriscono alla mente… "Il mare" del 1997 è un'esperienza informale che suggestiona nel momento in cui va ben oltre la realtà per farne motivo di azzardo intellettuale e di liberazione informale: di quel mare azzurro proprio l'uomo assente ne condiziona confini esistenziali dubbi e certezze...." |
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Dino Carlesi, "Strappi", 1998 |
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"...Dipingere è un'operazione che coinvolge i sensi, si toccano materiali, si mescolano impasti, si stendono sulla tela calda, sul legno profumato, su ruvide preparazioni di gesso misto a sabbia o stucco. Oppure si maneggiano delle carte fruscianti, lisce o porose, fredde o tiepide, si tracciano dei segni su di loro, si tagliano si strappano si stendono e si accartocciano, si bagnano con acqua o colla, si tingono o si lavano per sbiadire la forza originaria. Nei lavori di Gondoli si sente tutto questo..." |
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Elisa Giannini, "Strappi", 1998 |
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"....Hugo Friedrich nelle considerazioni preliminari circa La struttura della lirica moderna (Garzanti, 1971) fa sua la paradossale affermazione di Montale per il quale: " Nessuno scriverebbe versi se il problema della poesia fosse di farsi capire". E già Strawinsky, nella sua Poetique musicale del 1942, rivendicava la piena autonomia e legittimità di fruizione della propria arte per la quale "la dissonanza si è resa indipendente. Essa è diventata una cosa in se. Ed è per questo che esso nè prepara, nè preannunzia qualcosa. La dissonanza non è apportatrice di disordine, così come la dissonanza non è apportatrice di disordine, così come la consonanza non è garanzia di sicurezza". Questa capacità di esprimere la situazione spirituale del presente da parte della musica, della poesia, della filosofia, della pittura attraverso coordinate scisse dall'ordine spaziale, temporale, oggettivo, ancorché fedelissime, peraltro, nel rivelarne l'effettuale realtà, l'hanno colta scorrendo l'iter pittorico di Marco Gongoli..." |
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Vittorio Pascucci, "Una coscienza pittorica del continuo divenire umano" - Lucca, 1998 |
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“...la solarità del paesaggio dell’infanzia, centro motore d’ogni emozione, guida l’artista ad intessere giochi fantastici, saettanti di luce, che si aggirano in spazzi ispirati a visioni oniriche del lago, delle colline, del cielo, divenuti suoi per sempre...” |
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Guglielmo Lera, "Strappi"- Lucca, 1998 |
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"Si limita inizialmente al contrasto di due soli colori, il bianco e il nero (o il blu), cui aggiunge di frequente frammento di giornale o manifesti stappati, incollati sul supporto di compensato per accentuarne anche graficamente contrasti, passaggi, luminosità ed ombre; quindi, interviene di nuovo sulla superficie del dipinto con strati di tinta sovrapposti, misti a vernice trasparente che sfrutta com’elemento metrico definitivo..." |
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Ernesto Borelli, "Strappi" - Lucca, 1999 |
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".....un tourbillon de scucisse trova spazio nelle opere, che si ricoprono di segni, tracce e collage. La costante di Gondoli si esprime, dunque, con l'affermazione di parvenze astratte, in cui, di volta in volta, riaffiorano suggestivi rintocchi di un interiore...." |
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Clizia Orlando, "Situazioni d'arte", 2001 |
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| "......Le opere all'inizio ci possono confondere, ma poi ci accorgiamo che si tratta di metafore, d’allegorie del silenzio che circonda un muro di periferia. Gondoli vuole appagare il desiderio di conoscenza "spirituale", ma anche la nostra sete di meraviglia, screziata di un’illusionistica grandiosità....." |
| Claudio Giorgetti, "Nuova oggettività astratta", 2002 |
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| "..... Ricrea i fenomeni naturali nella loro essenza di continuo flusso vitale, con uno straripamento continuo di colore. Potremmo definire il suo lavora una cinetica della natura resa attraverso una genesi coloristica impetuosa, un assalto inconscio alla tela...." |
| Viliano Viti, "Artluglio003", 2003 |
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| "....E' commovente e sincero il bisogno di cercare forme espressive nuove e non figurative, e il cordone ombelicale che invece avesse lo legano. La Madre Natura non impedisce a Gondoli un processo d’emancipazione e di crescita, anzi come abbiamo sovraffermato, costituisce l'utile filo di tensione che da alla sua pittura tensione ed energia....." |
| Barbara Micheli, "Avanzando....regredendo", 2003 |
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| "...le opere di Gondoli sono certamente il prodotto di una sobria energia fisica e di un’innata gentilezza. Non sono mai violente, ma non suggeriscono nemmeno debolezza delle braccia o dello spirito. Nonostante siano ispirate da uno dei primi saggi (seminari) nella loro espressione astratta, sono incredibilmente originali, trasmettono allo spettatore il suo fascino personale con colori che si mischiano e si respingono, con forme che si solidificano e si dissolvono. In questi tempi, dove troppa arte è devota ai concetti non artistici, sociali e politici, è un piacere contemplare le opere di Gondoli poiché sembrano essere concepite all’inizio com’espressione di "un lavoro artistico" che non può essere meglio espresso in nessun altro modo...Hugh Honour, “Wirk of art Lucca”, 2006
"...Si tratta di una serie di tecniche miste su faesite in cui il pittore versiliese, con un gusto cromatico notevole e innato senso della materia. Sviluppa la sua pittura informale fatta di colori e di vari materiali che l'artista mette insieme con spirito creativo. Da questo lavoro minuzioso e non gestuale Gondoli riesce a sviluppare un discorso pittorico che si avvale della capacità di sezionare gli elementi della materia con una tensione e un'energia basilari per il singolare risultato espressivo." |
| Mario Rocchi, "Informale come intuizione della materia ", La Nazione - Lucca 28 settembre 2007 |
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| "Anche i piccoli espedienti di cui si avvale il pittore, sono creati in funzione della luce e del colore. Si veda ad esempio una piccola striscia trasparente, che non è usata come censura della composizione, ma serve ad incrementare la trasparenza ed il colore stesso. Questa gamma di colori, i più svariati, mi ricorda molto l'opera di Giulio Turcato, sempre immerso nel suo mondo pittorico, e che a New York una volta mi disse: "Having fun while creating". Anche tu Marco sembri essere felice quando crei queste forme colorate, che ti lasciano libero da ogni restrizione, da un materiale povero che usi come fondo (faesite), incurante di schemi prefissi o categorie. Ho notato che il colore predominante nella mostra è il blu: dalla notte all'indaco, ad un azzurro tenue e delicato che s’identifica col cielo. Levami questa curiosata: sta qui la tua ricerca del cielo?" |
| Laura Negale, "Oltre l'avanguardia" - Lucca, settembre 2007 |
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| "Le opere di Gondoli, tutte senza titolo, sono un continuo divenire, quasi delle "incompiute". Parte integrante delle tavole: pezzi di cartone, stralci di giornale, pezzi di vetro che si combinano in forme geometriche che rievocano l'incastro primigenio del mascolino col femminino. Esse invitano il fruitore, spesso su sollecitazione dell'artista, all'esperienza tattile dell'opera quasi ad innescare una virtuale osmosi con il pathos vissuto durante l'impeto creativo. Proprio i pezzi di veto applicati sulle tavole rievocano lo scintillio della superficie del mare allo sfioramento del più fievole raggio di sole in un’iridescente sensualità..." |
| Adriana Livia, "Un artista ingenuamente carnale" - Ragusa, dicembre 2007 |
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| "Dalla Versilia alla Costa Iblea, dove sorge Pozzallo dal cui mare Giorgio La Pira sognava eutopici "dialoghi tra i popoli che si affacciano nel Mediterraneo", desideriamo sostenere il percorso dell'artista che naviga attraverso le correnti (note e meno note) fino ad affermare un suo stile, unico ed irripetibile. L'eterna arte che ama conoscere nel viaggiare...e, del viaggiare partecipa il "sentire" che affiora dalla creazione di Gondoli e penetra l'osservatore come... ora la brezza ora la salsedine ora inconfondibile profumo... il desiderio di immergersi e nuotare nell'immensità' del Mare..." |
| Maria Letizia Iabichella, presidente Associazione Culturale Incontri Mediterraneo Helios di Pozzallo (RG), “Tele Matassate” - Siena, 2008 |
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| "Compositore della forma intesa come musica nella sua entita' astratta, realizza i suoi assemblaggi con una tecnica mai improvvisata, dove niente e' in balia del caso, al fine di creare sapienti composizioni dove gli aspetti cromatici, le sovrapposizioni, le trasparenze delle materie rimandano e svelano un mondo interno, misterioso e raggiante, ricco di esperienze ed echi di memoria..." |
| Marco Palamidessi, "Livining Tuscany" 2009 |
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| "E' un fare quello di Gondoli che si avvale a un ordine simbolico col gesto che si fonde alla tela, per l'avventura verso un altra dimensione. La pittura ha scritto Willem de koonig per essere vera pittura, deve essere un modo di vivere, uno stile, per cosi dire,di vita...... Ludovico Gieirut: Il significato e presenza. Versilisi e non....." |
| Tratto dal catalogo, "Astrattismo a Viareggio dal dopoguerra ad oggi nel panorama dell'arte Italiana" 2008 |
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| "Nomen omen" Tradotto letteralmente significa "il nome e' un presagio" o meglio "il destino nel nome" deriva dalla credenza, diffusa presso i romani, che nel nome della persona fosse indicato il suo destino. Gondoli sembra incarnare il senso metaforico della locuzione latina. Come una gondola sospesa tra la Laguna di Venezia e il Padule di Massaciuccoli, Marco attraversa i canali antichi piu' reconditi e le baracche di lamiera, gli specchi d'acqua di fronte ai palazzi della Serenissima e la serenita' del moto ondoso davanti Villa Ginori....." |
| Alberto Magnolfi, "i Generazioni" 2009 |
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"Come per altre occasioni e circostanze, anche questa volta Marco Gondoli, occupa disseminato e rapsodico, luoghi, situazioni, storie, vedute, percezioni, atmosfere, climi diversi e ricorrenti, necessari e unici.
Non è chi non percepisce il colto minuetto che intreccia storia e spazio, forme abbandonate e segni richiamati alla....." CONTINUA |
| Carla Zucchi |
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